
Dal 1 al 3 maggio 2026, il Teatro Ristori di Verona si trasforma in un’arena d’eccezione per la cultura con la prima edizione del Festival dell’Arte Contemporanea.
L’evento nasce con l’ambizione di essere, al contempo, un raffinato salotto per il collezionismo d’élite e un grande laboratorio culturale aperto alla città, capace di coniugare il rigore della critica d'arte con il fascino della divulgazione e dello spettacolo.
Attraverso tre giornate di talk, proiezioni e spettacoli, il Festival si propone di indagare i linguaggi del presente, ospitando artisti di fama internazionale, curatori e storici dell’arte.
La giornata inaugurale si apre sotto l'egida delle istituzioni e della grande storia dell'arte.
Dopo i saluti del Sindaco di Verona Damiano Tommasi e delle autorità locali, il focus si sposterà su una delle figure più influenti del nostro secolo: il Maestro Emilio Isgrò. Attraverso la proiezione del film Sky "Autocurriculum sotto il sole" e un successivo dialogo con il critico Marco Bazzini, il pubblico potrà approfondire la poetica delle "cancellature".
Il pomeriggio esplorerà inoltre il legame vitale tra impresa e bellezza con il Premio Villa della Torre, simbolo del mecenatismo d'eccellenza rappresentato da Marilisa Allegrini e Giancarlo Mastella.
Il secondo giorno indaga le correnti che hanno ridefinito la pittura nel dopoguerra.
Esperti del calibro di Ilaria Bignotti e Laura Lamonea guideranno il pubblico alla scoperta dell'Astrazione Oggettiva e della Pittura Analitica, con la partecipazione diretta di protagonisti storici come Claudio Verna e Gianfranco Zappettini.
La narrazione si farà poi più graffiante e pop con l'intervento di Francesca Cavallin e Carlo Vanoni, pronti a svelare gli equivoci e i paradossi del sistema artistico contemporaneo.
La serata culminerà in una fusione tra arti visive e musica, con il dialogo tra Franco Guerzoni e Maurizio Vandelli che concluderà la giornata con il suo attesissimo concerto.
L’ultima giornata volge lo sguardo alla contemporaneità più stretta.
Il critico Marco Tonelli interrogherà artisti come Stefano Arienti, Matteo Basilè e Giovanni Morbin sul destino delle nuove generazioni, mentre il collezionismo verrà analizzato attraverso l'esperienza di Francesco Montresor.
Successivamente Costantino D’Orazio, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, insieme a Valerio Berruti, Chiara Calore e Marco Cingolani, rifletterà sulla persistenza della figura nell'arte di oggi.
Il Festival si chiuderà con lo spettacolo teatrale di Carlo Vanoni "L’arte è una caramella".