mostre

Jan Fabre. Death Keeps me Awake

Curata da Melania Rossi
Dal 08/10/2026 al 22/01/2027
Galleria Gaburro, Milano
Condividi su

Jan Fabre
Death Keeps me Awake 

a cura di Melania Rossi

Galleria Gaburro - Milano

Opening 
7 ottobre 2026

dalle ore 18.30 alle ore 21.00

La Galleria Gaburro è lieta di annunciare la nuova mostra personale di Jan Fabre (Anversa, 1958) Death Keeps me Awake (La morte mi tiene sveglio), a cura di Melania Rossi, che inaugurerà il 7 ottobre 2026 dalle ore 18.30 nella sede milanese di Via Cerva 25.

L'esposizione riunisce una speciale serie di opere presentate insieme per la prima volta, tra cui alcune inedite e altre storiche, realizzate interamente con elitre di scarabeo gioiello, il materiale organico e iridescente che costituisce uno degli elementi più iconici della ricerca del genio d’avanguardia belga.  

Attraverso questa tecnica, che ha dato vita ad alcune delle sue installazioni più celebri a livello mondiale (come Heaven of Delight (2002), installata permanentemente nel Palazzo Reale di Bruxelles), Fabre continua a trasformare la materia naturale in una superficie vibrante di luce, dove la preziosità della corazza dell'insetto diventa metafora della fragilità e della resistenza dell'esistenza umana. 

Le opere esposte mettono in scena un campo energetico in cui ogni pezzo rappresenta una diversa intensità della stessa forza vitale: il ciclo vita-morte-rinascita. Il concetto di metamorfosi è, infatti, centrale nell’universo artistico di Fabre e in questa mostra si lega visivamente sia a dati biografici sia a tematiche spirituali, mitiche, storiche e filosofiche. 

Il titolo della mostra deriva da uno scritto contenuto nei Giornali notturni dell'artista, pubblicati in Italia da Cronopio: 

BOGOTÁ, 6 APRILE 2000

La morte mi tiene sveglio, attento.
Senza la morte, non c’è consapevolezza.
Il concetto di morte è stato abusato dai sistemi politici occidentali e dalla scienza occidentale come qualcosa di negativo, come qualcosa di violento. 

In questa riflessione Fabre ribalta la concezione occidentale della morte come semplice negazione della vita. La morte diventa, invece, una forza generativa, ciò che mantiene desta la coscienza, impedisce ogni assuefazione e costringe l'essere umano a rimanere in cammino, nella continua ricerca di significato, di bellezza e di consapevolezza. 

L'intera esposizione è attraversata da un'atmosfera sospesa, insonne e silenziosa. L'insonnia, esperienza che accompagna Fabre fin dall'infanzia, non rappresenta soltanto una condizione biografica, ma si configura come lo spazio mentale privilegiato della creazione. È il tempo in cui la razionalità non si dissolve completamente nel sonno e l'immaginazione può generare immagini archetipiche, visioni capaci di mettere in relazione il corpo e lo spirito, la materia e il simbolo.

Le opere si dispongono come elementi di una cosmologia personale. Una croce come albero della vita; teschi che richiamano la tradizione della vanitas ma si fanno anche reliquie della memoria storica; una nicchia-slitta e un'urna destinate a trasportare o custodire tanto la materia quanto lo spirito; forme sferiche che evocano il continuo equilibrio tra gravità ed elevazione. Ogni immagine rende visibile la costante tensione tra forze opposte: permanenza e trasformazione, peso e leggerezza, finitudine e desiderio di trascendenza.

Al centro di questa riflessione ritorna una delle figure simboliche più care a Fabre: lo scarabeo. L’artista ha tratto ispirazione dagli antichi dipinti fiamminghi, in cui lo scarabeo veniva rappresentato come simbolo di  rinascita. Nell'immaginario di Fabre, assume anche il valore di una moderna incarnazione del mito di Sisifo, l'eroe condannato a spingere eternamente il proprio masso per aver sfidato Thanatos. 

Come lo scarabeo stercorario trascina verso l'alto una sfera immensamente più pesante del proprio corpo, Sisifo continua ostinatamente il proprio movimento ascensionale, trasformando la fatica in un gesto di libertà. Albert Camus scriveva che «il destino gli appartiene. Il macigno è cosa sua», immaginando Sisifo felice proprio nella fedeltà al proprio compito. Allo stesso modo, lo scarabeo di Fabre diventa immagine della vitale perseveranza creativa e la sua sfera, il suo peso, è rappresentata in mostra nell’opera centrale, A sphere of sleeplessness. 

Per Fabre, l’immagine della sfera-globo si collega anche al concetto di “problema”, qualcosa che ci si pone davanti e dobbiamo continuamente spingere davanti a noi. Anche in questo caso, l’artista attinge ad un significato antico: próblēma deriva dal greco probállō (pro-, "davanti", e bállō, "gettare") e indica letteralmente un ostacolo fisico, una barriera o un masso lungo il cammino.

Questa tensione è inscritta nella natura stessa delle elitre degli scarabeo gioiello. Le loro superfici iridescenti non producono il colore attraverso pigmenti, ma rifrangono la luce restituendola in continue variazioni cromatiche. Ciò che apparteneva all'esoscheletro protettivo dell'animale si trasforma nelle mani dell'artista in una pelle luminosa, capace di coniugare forza e vulnerabilità, splendore e precarietà. 

Animali ancestrali, presenti nell'immaginario simbolico di numerose civiltà, gli scarabei incarnano il dialogo tra il mondo ctonio e quello celeste, tra la terra e il cosmo, tra la mortalità e l'idea di immortalità. Nelle opere di Jan Fabre essi diventano una materia vivente della memoria, una superficie che trattiene il tempo.

Con Death Keeps me Awake (La morte mi tiene sveglio), Fabre costruisce un percorso di intensa forza poetica e spirituale in cui la morte non coincide con la fine, ma con una soglia di trasformazione. Le opere invitano a confrontarsi con ciò che più intimamente definisce l'esperienza umana: il limite, il desiderio di superarlo e la continua metamorfosi che rende possibile ogni nuova forma di vita e di pensiero.

Informazioni

Jan Fabre
Death Keeps me Awake

08.10 – 22.01.2027

a cura di Melania Rossi

Galleria Gaburro
via Cerva 25, Milano

Opening

mercoledì 7 ottobre 2026
dalle ore 18.30 alle ore 21.00
ingresso libero

Galleria Gaburro
via Cerva 25, Milano
info@galleriagaburro.com
galleriagaburro.com

(+39) 02 99262529

Orari di apertura

Dal lunedì al venerdì
10.00-13.00 / 14.00-19.00

Ingresso libero

Ufficio stampa

Matteo Scabeni
matteo@galleriagaburro.com
(+39) 02 99262529

Inaugurazione